Emilio Solfrizzi, grande prova d’attore al Verdi di Martina Franca con “Il malato immaginario” di Molière

Emilio Solfrizzi, grande prova d’attore al Verdi di Martina Franca con “Il malato immaginario” di Molière
             “Come? Basta indossare quell’abito, e si è in grado di discutere su tutte le malattie?”. Con questa battuta di Argante, il “malato immaginario”, Moliére sembra precorrere i tempi dei social di 350 anni. L’allestimento di uno dei capolavori indiscussi del teatro mondiale portato in scena da Emilio Solfrizzi, il 13 marzo 2023, al Teatro Verdi di Martina Franca per l’adattamento e la regia di Guglielmo Ferro, rimanendo fedele al testo originale, ha offerto al pubblico momenti di ilarità e di riflessione, costruiti anche ma non solo sulla capacità di tenere la scena da parte di Emilio Solfrizzi (nella foto) e di tutto l’eccezionale cast, artistico e tecnico, ampiamente ripagati da applausi sentiti e convinti.

imoer

            La rappresentazione teatrale, facente parte del cartellone della Stagione Teatrale Città di Martina Franca organizzata in collaborazione col Teatro Pubblico Pugliese, ha fatto registrare il tutto esaurito anche a Martina Franca, come nelle altre serate in programma. Una prova d’attore per il popolare attore pugliese impegnativa quanto stimolante, supportata da un cast altrettanto convincente e di grande talento: Lisa Galantini, Antonella Piccolo, Viviana Altieri, Cecilia D’Amico, Cristiano Dessì, Sergio Basile, Pietro Casella e Rosario Coppolino, nelle parti collaterali a quelle del protagonista. Quali la moglie ambigua, le figlie, il fratello, il medico e suo figlio, l’innamorato, e la serva soprattutto, vera anima occulta del capolavoro che si è avvalso nella circostanza dei costumi di Santuzza Calì e della originalissima scenografia di Fabiana Di Marco.
          Una pièce teatrale che, senza ombra di dubbio, appartiene al patrimonio culturale e teatrale mondiale di tutti i tempi, e che, pur essendo caratterizzata dalla contemporaneità con la società e i tempi in cui Moliére la scrisse – andò in scena per la prima volta il 10 febbraio del 1673, esattamente tre secoli e mezzo fa – riesce sempre a divertire facendo tuttavia riflettere sui mal-costumi e sui tic che caratterizzano l’animo umano, al di là del tempo e dello spazio. Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. Per il pubblico intervenuto, invece, l’aver assistito al “Malato immaginario” non è stata una fuga dalla realtà, quanto piuttosto un ritagliarsi uno spazio che, ne siamo certi, ha arricchito ciascuno con un qualcosa di imponderabile quanto impagabile che ognuno saprà trovare in sé stesso.
 
Matteo Gentile
 
(foto fornita dalla Produzione dello Spettacolo)
 
 

powered by social2s

Ultimi articoli - Cultura

Questo sito web fa uso di cookie tecnici e analitici. I cookie analitici usati in questo sito sono cookie analitici di terze parti, utilizzati a fini statistici per la raccolta di dati aggregati, gestiti con la tecnologia della anonimizzazione dell'indirizzo IP. Essi non vengono incrociati con altri servizi. Per tali ragioni sono assimilabili a cookie tecnici e, pertanto, l'uso di questi cookie non necessita del consenso preventivo da parte dell'utente del sito. Questo sito non fa uso di cookie di profilazione dell'utente.