Dopo il grande successo per la sua “prima” presso l’Hotel President-Mercure di Lecce, il 25 aprile di quest’anno, Anna Troso presenterà nuovamente il suo ultimo libro, I Caffè Letterari Storici italiani e d’oltralpe, per le edizioni Salento d’Esportazione, presso villa Misurale “La Serrezzula” ad Arnesano, mercoledì prossimo, 6 settembre, alle ore 19:00.
Li Ucci Festival è realizzato in sinergia con il Comune di Cutrofiano e in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Camera di Commercio di Lecce, Istituto Diego Carpitella, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Puglia Promozione e altri partner pubblici e privati.
Si è svolto nella suggestiva cornice della masseria “Quis ut deus”, in territorio di Crispiano, ai piedi del monte Orimini, il Live EVO Festival, con il quale gli organizzatori hanno voluto rendere omaggio a uno dei prodotti più pregiati del nostro territorio: l’olio EVO, appunto. Il Festival si è articolato in diversi eventi, l’ultimo dei quali, svoltosi martedì 22 agosto, ha visto come protagonista l’arte, la musica, le parole e l’olio stesso, con lo spettacolo “Estemporanea Minore. Tra musica e parole”, il progetto di Sergio Rubini & Vibrazioni Mediterranee, e con la performance artistica di Carmelinda Petraroli, nell’ambito di un originale progetto portato avanti in collaborazione con ArcDomus e con l’architetto Fernando Vergallo.
Manca ormai poco alla prima del “Turco in Italia” di Gioacchino Rossini che darà ufficialmente il via, martedì 18 luglio alle 21 nell’atrio del Palazzo Ducale di Martina Franca, alla 49^ edizione del Festival della Valle d’Itria.
In concomitanza con l’estate ritorna Baroque Blue Ionian Se-Art Residency, un format di residenza artistica annuale che fa dialogare l’arte contemporanea con la natura. Ideata nel 2022 da Primo Piano LivinGallery, Progetti & Servizi per l’Arte Contemporanea e curata da Dores Sacquegna, l’evento del 2023 prevede due distinte residenze nello scenario paesaggistico tra Santa Caterina e il Parco Regionale di Porto Selvaggio, Nardò (Lecce).
Ieri mattina nella Presidenza del Conservatorio di Musica Tito Schipa in via Vincenzo Ciardo a Lecce si è tenuta la conferenza stampa di presentazione delle rassegne "I Concerti del Conservatorio – Summer Edition" e "Tito Schipa Music Factory" (curata dalla Consulta degli studenti e delle studentesse). Per tutta l'estate, infatti, nel capoluogo salentino, tra Villa Comunale e Chiostro dei Teatini, si terranno concerti e spettacoli organizzati dal Tito Schipa, con il sostegno dell’Assessorato all’Università della Regione Puglia (Legge Regionale 29 dicembre 2017 - “Norme in favore dell’Alta formazione artistica e musicale”), in collaborazione con il Comune di Lecce (nel cartellone LecceInScena).
La Festa dello Sport è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di tutte le discipline sportive, che siano professionistiche o amatoriali. A livello mondiale, la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace (International Day of Sport for Development and Peace), è stata istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale dell’ONU come riconoscimento al contributo positivo che lo sport può avere alla realizzazione dello sviluppo sostenibile e all’avanzamento dei diritti umani.
Torna l’evento dedicato al simbolo della tradizione dolciaria salentina ormai riconosciuto ed apprezzato nel mondo. Anche quest’anno, per il quarto consecutivo, il 1 giugno sarà PASTICCIOTTO DAY. Una giornata speciale che unisce l'Italia, dal nord al sud, ma anche Francia, Brasile e Spagna, grazie alla rete di pasticcerie aderenti all’iniziativa, che in contemporanea, dall’apertura alle ore 18.00, offriranno il proprio pasticciotto al prezzo speciale di 90 centesimi. Anche questa quarta edizione, poi, si presenta con EXPO PASTICCIOTTODAY, vero e proprio evento fieristico con laboratorio a cielo aperto e percorsi degustativi in piazza Mazzini a Lecce dalle ore 19 alle 23.
Sarà inaugurata venerdì 19 Maggio alle ore 19.00, presso la Galleria Percorsi d’Arte a Casarano, la personale dell’artista veronese Vittorio Carradore dal titolo: “Poetiche geometrie del paesaggio”, patrocinata dalla Regione Puglia, dal Comune di San Bonifacio (VR) e dal Comune di Casarano, a cura di Cinzia De Rocco, con l’intervento del critico d’arte Toti Carpentieri e alla presenza dell’artista.
Antonio Ligabue è senz’altro uno degli artisti più conosciuti e amati del Ventesimo Secolo. Un’importante mostra con numerose sue opere è allestita nelle prestigiose sale del Castello Aragonese di Conversano (Ba). Inaugurata il 25 marzo scorso, la mostra sarà aperta al pubblico fino all’8 ottobre, dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.00, con diverse aperture straordinarie, consultabili sul sito www.arthemisia.it, per dare la possibilità a turisti e visitatori di poter usufruire di un evento di notevole spessore culturale.
La mostra è allestita con grande professionalità, e offre al visitatore la possibilità di conoscere diversi aspetti dell’uomo e dell’artista. Organizzata in sale tematiche attraverso oltre 60 opere, con il supporto di audioguide e con la possibilità di prenotare visite guidate, la mostra propone il racconto della vita e dell’opera di Ligabue, l’uomo che fece della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza. “Tra i pittori più amati del Novecento, Antonio Ligabue è considerato il pittore naïf per antonomasia, l’artista visionario, autodidatta e sfortunato che è riuscito a entrare nell’animo del grande pubblico – affermano gli organizzatori - È stato capace di parlare con immediatezza e genuinità a tutti, a chi ha gli strumenti per capirne il valore storico-artistico, così come a chi semplicemente gode della bellezza assoluta delle sue opere”.

Visitando la mostra, ci si immerge in un’atmosfera dove i colori forti e brillanti la fanno spesso da padrone, con la rappresentazione a volte quasi ossessiva di uno stesso soggetto visto però in circostanze diverse. Quello che colpisce è un dinamismo dirompente dei personaggi dei dipinti e delle sculture, dotati di una plasticità che sembra andare oltre la tela o il materiale, per proiettarsi nell’immaginazione del visitatore. Anche se l’arte di Ligabue sembra lasciare poco spazio all’immaginazione, per quanto i soggetti sono vividi e quasi dotati di vita propria, se ci si sofferma troppo su alcune opere si rischia di cadere nella Sindrome di Stendhal. Definito dai critici come “un caso unico nell’arte della seconda metà del Novecento”, Antonio Ligabue è in grado “di raccontare qualcosa a ciascuno di noi grazie a quel grido nel silenzio della natura che sembra uscire dai suoi dipinti. Un grido che risuona nella sordità delle persone che lo circondano”. Nato il 18 dicembre 1899 a Zurigo e morto il 27 maggio 1965 a Gualtieri, dove era approdato il 9 agosto 1919, espulso dalla Svizzera, Antonio Ligabue è operoso finché non viene colpito da un ictus che interrompe la realizzazione di un paesaggio, la sua ultima opera incompiuta. Grande spazio nella produzione dell’artista definito “matto” ma, in realtà, segnato da grandi tormenti interiori e da una forte ricerca della solitudine, è data al mondo animale, del quale si dimostra un profondo conoscitore, grazie alle sue innumerevoli visite nei musei archeologici e alla sua grande capacità di osservazione.
Diversi i suoi autoritratti, nei quali si colloca in primo piano, occupando quasi tutto lo spazio della scena, lasciando sullo sfondo un paesaggio che appare quasi sempre come un dettaglio del tutto ininfluente. Gli autoritratti in particolare sono delle vere e proprie “confessioni” del proprio stato d’animo e della condizione di angoscia in cui Ligabue vive la sua esistenza, mostrando desolazione e smarrimento. Un volto emaciato, su cui si vedono spesso segni di ferite e lacerazioni, che esprime il dolore e la fatica di vivere, e la quasi assenza di paesaggio sembra voler mostrare come l’artista abbia voluto tagliare i contatti con il mondo chiedendo, tuttavia, di essere guardato. C’è spazio anche per le scene rupestri di Gualtieri, la cittadina dove è approdato dopo esser stato espulso dalla Svizzera, ma compare anche tanta nostalgia delle sue origini in diversi lavori che ritraggono paesaggi e personaggi d’oltralpe.
La mostra è promossa e sostenuta dal Comune di Conversano Città d’Arte e Museco – Musei in Conversano, con il contributo della Regione Puglia, con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari, di Pugliapromozione e del Teatro Pubblico Pugliese, in collaborazione con Comune di Gualtieri e Fondazione Museo Antonio Ligabue, è curata da Francesco Negri e Francesca Villanti, è prodotta e organizzata da Arthemisia, e vede come sponsor BCC Conversano e Master Italy. Il catalogo è edito da Skira.
Oltre a offrire la grande opportunità di poter visitare una mostra di grande spessore artistico e culturale, la città di Conversano si presenta ai visitatori con la sua storia millenaria. Di origine antichissima, Norba, vede iniziare il suo cammino nel tempo sin dall’età del ferro (VIII-VI sec. A.C.). Corredata da ricchissime tracce archeologiche, Norba entra a far parte dell’impero romano. Dopo il declino,rinasce sulle vestigia di Norba, intorno al V secolo, una nuova borgata chiamata: casale Cupersanem, e grazie alla discesa dei normanni, intorno all’XI secolo, Goffredo d’Altavilla la denominò Comes Cupersani, facendone il centro di quella contea che si estenderà da Castellana a Polignano a Mare sino alle porte di Brindisi e Lecce (da: “Chartularium Cupersanense” dell’insigne prof. D. Morea).

(Castello Marchione - Conversano)
Si giunge poi ai conti aragonesi in Conversano (19 in 4 secoli), fino a giungere a Girolamo II D’Aragona, VII duca di Nardò, conte di Castellana e XXXII conte di Conversano, più comunemente conosciuto come “Guercio delle Puglie”. Saltando nei secoli, si arriva al 1921 e, con Giuseppe Di Vagno, assassinato dagli squadristi fascisti, in quel di Mola, si segna una pagina importante e triste del paese. Rinata dall’oppressione fascista, Conversano, è oggi una ridente cittadina forte del suo senso civico e soprattutto culturale, che ne fanno meta di studi, ricca di opere e di arte e di storia.
Matteo Gentile
Antonio Montinaro, domenica prossima 26 marzo, a Copertino, ospite di “Scena Muta …in conversazione”
Dopo Mauro Ragosta e Salvatore Cosentino, è la volta di Antonio Montinaro, quale ospite d’eccellenza dell’oramai nota rassegna copertinese “Scena Muta …in conversazione”, fortemente voluta dal M° Ivan Raganato e condotta in maniera sapiente e magistrale da Maria Antonietta Vacca.
Questa sera, alle ore 19:00, il secondo dei tre appuntamenti di “Scena Muta …in conversazione”. L’ospite della compagnia teatrale copertinese, che dialogherà con Maria Antonietta Vacca, sarà Salvatore Cosentino (nella foto) noto magistrato leccese, impegnato in ruoli apicali del sistema di Giustizia italiano, ma al contempo protagonista di rilievo, da oltre dieci anni a questa parte, nel Mondo del teatro, e non solo pugliese.
Ultimi articoli - Cultura
Sabato 25 e domenica 26 aprile (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al 3495907685), il Parco Archeologico di Rudiae a Lecce apre nuovamente le sue porte per due appuntamenti della stagione primaverile pensata per accogliere pubblici diversi e trasformare la visita in un’esperienza condivisa tra spettacolo, didattica e scoperta.
22 Aprile 2026
Per Noi degli anni ’60, ma anche per quelli degli anni ‘70 (…e non oltre ovviamente) i cambiamenti che hanno determinato la nostra esistenza, sono stati caratterizzati da un incedere pressoché lento, di poco più veloci rispetto a quelli registrati negli ultimi cento anni. Un ritmo che ci ha dato la possibilità non solo di gestire il nuovo, ma anche di confrontarci con esso, e soprattutto con quello che la tecnologia di volta in volta proponeva.
11 Aprile 2026Avvocato di successo e già docente all’Università di Ferrara in discipline economiche, comunicazione, public speaking e in corsi per manager e imprenditori, Paolo Regina è un vero maestro nelle descrizioni paesaggistiche delle città in cui ambienta i suoi racconti e nel definire la psicologia dei personaggi. Del resto non è nuovo alla scrittura di romanzi gialli.
30 Marzo 2026
