Salvatore Coppola, domani 18 settembre, a Santa Cesarea Terme per il suo ultimo lavoro

Salvatore Coppola, domani 18 settembre, a Santa Cesarea Terme per il suo ultimo lavoro

         Domani, sabato 18 settembre alle ore 19:00 presso “Terrazza Albergo Palazzo” a Santa Cesarea Terme, l'associazione AION, presieduta dal professore Giuseppe Orsi,  presenta il libro “Noi speravamoLa costruzione dello stato unitario tra forme di ribellismo e crisi delle certezze. Il caso Salento (1861-1870)” di Salvatore Coppola.

     L’autore, nel suo prezioso volume, ripercorre la strada, attraverso le tappe principali, che portò all’Unità d’Italia, osservandola attraverso il percorso biografico e politico di illustri personaggi del Risorgimento salentino. Così, i grandi protagonisti salentini del volume vanno da Liborio Romano e suo fratello, Giuseppe, a Giuseppe Libertini, da Giuseppe Pisanelli a Bonaventura Mazzarella, fino a Oronzo De Donno.

COPERTINA

     Il Salento, soprattutto in quel periodo, che si presentava come una delle terre più ricche ed internazionalizzate d’Italia e che dunque godeva di uno stuolo di notabili, politici ed imprenditori che presentavano una valenza ed un raggio d’azione decisamente notevole, contribuì, soprattutto dal punto di vista intellettuale alla costruzione dell’assetto della nascente Italia, quale stato unitario.

    Sicuramente, dall’altra, le necessità del capitalismo moderno, ancora giovane, richiedeva strutture amministrative e territoriali sempre più ampie, e trovò proprio negli intellettuali salentini terreno fertile e contributi spesso decisivi.

   E tutto ciò, superando le delusioni di molti degli intellettuali di Terra d’Otranto all’indomani dell’Unità, quando videro disattese le loro aspettative e mortificati i loro slanci in termini politici ed istituzionali.

   Ad ogni modo, il focus del volume di Salvatore Coppola, è questione ancora oggi ampiamente dibattuta in terra salentina, non solo attraverso in termini di pubblicazioni, ma anche sul piano più strettamente eventistico. Insomma, un volume che va necessariamente considerato e integrato nel gran dibattitto fra gli storici e gli intellettuali, soprattutto salentini.

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