Occhieggiando il Gargano – Valentina Landriscina

Foto di marcom66 da Pixabay

          Qui sul Gargano inizia la prima tappa tra le escursioni proposte da Venti di Ponente. Va da sé che cercheremo di tracciare un percorso che in maniera succinta incuriosisca e offra spunti di riflessione per una gita che porti, non solo ad un arricchimento sotto il profilo culturale, ma anche carico di momenti emozionali. La storia turistica, per altro di recente istituzione, ha narrato di questa parte del nostro Paese, ovvero lo “Sperone d’Italia”, che da tempo è un luogo della Puglia molto amato dai turisti, in quanto ingloba perfettamente il mare con la montagna e non solo, ma anche presente e passato – e chissà – forse anche il futuro. Infatti, come è noto, tante sono le baie incastonate nella roccia, ed è indubbio che sostare sulle spiagge garganiche bianchissime davanti all’acqua cristallina, mentre la montagna è alle spalle è un’emozione davvero importante. Ma non solo per questo…

        Sebbene tutta la Puglia, regione dalla lunghissima costa, possa contare su spiagge meravigliose, solo il Gargano, tuttavia, vanta questi paesaggi dalle origini carsiche capaci di destare stupore e meraviglia. Compendiano il Gargano le Isole Tremiti, che possono costituire un momento di scoperta non solo per i fondali trasparenti – una riserva marina da preservare insieme alla sua ricca vegetazione – di certo anche per le atmosfere che si respirano in questi territori prospicenti nell’Adriatico. Le isole, è interessante sapere, sono conosciute anche con il nome di Diomede, Isole Diomedee appunto, facendo richiamo non solo alle gesta eroiche del famoso personaggio acheo, ma anche perché Diomede fu portatore di cultura e civiltà. Ne fanno parte di queste isole San Nicola, Crapara, Cretaccio, Pianosa e San Domino frequentatissime nella bella stagione in virtù degli ottimi collegamenti con la terraferma mediante efficienti traghetti, che in circa mezz’ora di navigazione permettono di coprire le dodici miglia circa che le dividono da Rodi, da Vieste ed anche da Termoli. Possibili sono anche i collegamenti con elicottero da Foggia.

         La nostra escursione nello Sperone del Tacco d’Italia potrà garantire un momento anche di esperienze gastronomiche significative, non solo perché zona molto pescosa e che offre varietà di pesce di altissima qualità, che si sposa benissimo con l’offerta contadina: insieme creano una cucina variegata che nel gusto ricorda quella partenopea, a cui si aggiunge la degustazione dei rosoli di limoncello e mirto.

          Non può mancare una puntata a Manfredonia, il centro più importante della zona e di fondazione sveva, edificata nel tredicesimo secolo da Manfredi, figlio del noto Federico II, stupor mundi. La ridente cittadella ha risentito anche del passaggio degli aragonesi e degli angioini, facilmente riscontrabile dai segni lasciati nei monumenti, tra cui cui spicca il Castello, che com’è naturale ha subito nelle varie epoche trasformazioni significative, anche se nell’architettura la matrice sveva è tuttora visibile e ben riconoscibile. È interessante sapere che, il Castello di Manfredonia, dopo varie vicissitudini proprietarie che lo videro, tra le altre cose, destinato alle regie galere del Regno di Napoli, finalmente nel 1968 viene acquisito dal demanio comunale, che lo destina a museo archeologico, preistorico. Il museo, in particolare, accoglie oggi le stele daunie del VII-VI secolo a.C., sculture preistoriche che raccontano momenti di vita quotidiana.

         Tra le chiese di indubbia bellezza è la Cattedrale di San Lorenzo anch’essa del milleduecento e di matrice gotica a tre navate. Nel 1620 venne poi distrutta dagli ottomani e successivamente ricostruita. Al suo interno spiccano la scultura lignea policroma bizantina della Madonna di Siponto, e il meraviglioso Crocifisso, anch’esso ligneo, dello stesso periodo storico.

      Una tappa non deve mancare anche alla “Città Bianca” di Mattinata, con puntate a Peschici, Rodi e Vieste, centri di turismo nazionale ed internazionale, particolarmente attrezzati non solo per l’accoglienza turistica ma anche per lunghi soggiorni culturali. Alzando il tenore culturale della nostra visita sul Gargano, non possono mancare una visita a Monte Sant’Angelo, e, attraversando la meravigliosa e misteriosa Foresta Umbra, a Cagnano Varano per contemplare la Grotta di San Michele, che a detta di molti è un luogo magico per energie e atmosfere.

Valentina Landriscina

powered by social2s

Ultimi articoli - Cultura

Questo sito web fa uso di cookie tecnici e analitici. I cookie analitici usati in questo sito sono cookie analitici di terze parti, utilizzati a fini statistici per la raccolta di dati aggregati, gestiti con la tecnologia della anonimizzazione dell'indirizzo IP. Essi non vengono incrociati con altri servizi. Per tali ragioni sono assimilabili a cookie tecnici e, pertanto, l'uso di questi cookie non necessita del consenso preventivo da parte dell'utente del sito. Questo sito non fa uso di cookie di profilazione dell'utente.