Non è azzardato considerare Novembre come il mese in cui finisce il ciclo annuale, ovvero l’ultimo mese dell’anno, il momento terminale e conclusivo, il mese in cui il travaglio degli 11 mesi che lo precedono, trova il suo perfetto compimento. Eh sì, perché poi, in Dicembre si ha tutta una serie di inizi. Tra i tanti “cominciamenti o ricominciamenti”, ad esempio, per la Chiesa Cattolica si apre l’anno liturgico col Tempo d’Avvento (che quest’anno prende avvio domenica 30 novembre) e ancora, per altri Ordini e Confessioni, che seguono le vicende solari, il Sole “rinasce” dopo il 21, …nasce anche il Cristo il 25!
Un mese movimentato quello di Dicembre, arrivano e ripartono “tante cose”. Insomma, in Dicembre si riparte! Ed ecco che non è fuor di proposito considerare il mese di Novembre, come un mese terminale, fra il tramonto e il crepuscolo del ciclo annuale.
Tutto ciò premesso, la fotografia che oggi propone Mauro Ragosta, quale icona di questo mese, quello di Novembre, ancora una volta è tratta dal suo archivio: è stata realizzata nel brindisino più di dieci anni fa, nel 2013 per l’appunto. Un’immagine semplice, a tratti elementare per forme e cromatismi, a cui Mauro ha dato il titolo di “cerchi…”.

Eppure, nella sua composizione essenziale, è un’immagine che per molti osservatori, riesce ipnotica, con quel suo cielo blu cobalto e le semplici forme geometriche che in esso si ergono. Ma c’è di più! Svolazzando con il pensiero e tra i pensieri, la foto proposta da Mauro appare di grande aderenza e molto descrittiva del mese di Novembre, così come pennellato in precedenza, nei preamboli di questo “pezzo”. Sembrerebbe che quel cielo completamente terso e compatto, quelle pietre così tanto illuminate non abbiano niente a che vedere col i cieli plumbei e il grigiore di Novembre, anzi si pongano in netta contrapposizione.
La foto di Ragosta, invece, illustra qualcosa di assolutamente compiuto, il luogo semplice dove la complessità si risolve nell’essenziale, come sempre. E a ben guardare il suo titolo potrebbe essere trasformato, esplicitando le reticenze di Mauro, in “la triangolazione dei cerchi”, proprio come il mese di novembre, tempo dove tutto si compie e risolve. Condizione necessaria per dare corso al nuovo inizio: non c’è un inizio se non c’è una fine!!! E la foto di Ragosta potremmo definirla come la foto della Fine! Come metafora e icona di Novembre!!
In definitiva, con piacere della nostra Redazione e anche dei nostri lettori, l’immagine proposta da Mauro, con “quest’inquadratura” concettuale, si pone come sigillo e congedo del 2025, nella prospettiva concreta ed effettiva …profonda, che solo e tanto l’analogia e il ragionar per analogie favoriscono!
Rosanna Gobetti

