La foto di Ragosta per il mese di Dicembre – di Rosanna Gobetti

La foto di Ragosta per il mese di Dicembre – di Rosanna Gobetti

          L’ultima foto proposta dal Nostro Mauro Ragosta per il 2025, ovvero quella che marca il mese di Dicembre, è ancora una volta un suo “pezzo” d’archivio. Si tratta di uno “scatto” di circa cinque anni fa, peraltro pubblicato nel suo calendario del 2023, e ritrae la porta centrale della chiesa di Santa Maria degli Angeli in piazza Sant’Oronzo a Lecce.

            Il titolo dato da Ragosta a questa sua fotografia, appare d’emblée scontato, ovvio e per giunta, banale: “La porta”. Ad una attenta osservazione, tuttavia, la banalità del Nostro caro Mauro è solo apparente, in quanto il Tempo, lo Spazio e il Luogo nel quale viene calata, apre scenari riflessivi, intellettuali e simbolici di non poco conto, soprattutto se si pensa l’immagine proposta, quale marchio e narrazione di questo mese.

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            Si sa, Dicembre nell’immaginario collettivo è un mese conclusivo e non invece di transito, dove inizio e fine si fondono e confondono, dove inizio e fine si proiettano in una complementarietà apicale. Ma c’è di più! L’ultimo mese dell’anno, e cioè Dicembre, è tempo per eccellenza ambivalente dove anche Morte e Vita si intrecciano in un tutt’uno.

            Negli ambienti più esclusivi, Dicembre è tempo di inizi, col suo Solstizio, col suo Natale, col suo San Giovanni Evangelista. Insomma, Dicembre è Tempo di Eternità, è Tempo di Ebrezza e Immortalità. E su questo non vi sono dubbi!!! Dicembre porta in sé tutto ciò. Ragosta tuttavia richiama le menti più argute alla completezza, alla quadratura del cerchio, invitando a guardare anche al contraltare dell’Eternità e dell’Immortalità, che sono tali in presenza dell’effimero delle cose, del Chronos che procede in una sola direzione, ovvero nell’andare sempre in avanti, contrapponendo così all’Eternità e all’Immortalità, di per sé limitate e fisse, l’Infinito, dunque, e la Morte….

            Insomma, il Nostro Ragosta punta a mostrare l’altra, imprescindibile e inscindibile faccia dell’Eternità e dell’Immortalità, ovvero la caducità delle cose, il passare del Tempo, che mai più ritornerà, l’imperativo categorico dell’andare avanti e allo stesso momento, il non poter andare indietro. “La porta” di Ragosta richiama tutto ciò. Tra qualche ora il 2025 chiuderà i suoi battenti, per non riapparire mai più, se non nel ricordo, forse nella memoria…. Tra qualche ora il 2025 finirà, morirà, dissolvendosi in qualcosa d’altro, che mai potrà ad esso essere ricondotto, e che tuttavia si inarcherà in un percorso senza fine.

            E così se con forza, nel Nostro Tempo va affermandosi, anche sul piano laico e profano, l’idea di Eternità e Immortalità, ovvero quella dimensione in cui proprio il Tempo perde di senso -marcata dagli studi di quantistica, di geometria non euclidea, dalle intuizioni sulla sincronicità di Jung, dalle esperienze di Nicola Tesla e di molti altri come lui, dove il tutto viene messo assieme da Federico Faggin ed evidenziato scientificamente da Luca Falace, con la sua Teoria sul Campo Unificato- Ragosta, come contro-altare, ci fa presente che il nostro essere pensante è vincolato ad un prima e a un dopo, ad un andare avanti senza sosta e senza la possibilità di un ritorno.

            Sicché, Ragosta con la sua “Porta” che rappresenta la chiusura e l’archiviazione del 2025, vuole marcare l’altra faccia dell’Eternità e dell’Immortalità, dove proprio queste, sebbene mancanti del Tempo, sono tali proprio perché il Tempo stesso e la fugacità della Vita in tutte le sue espressioni, esistono e sono fondamentali …Reali, nel loro inesorabile scorrere, tanto quanto le cose Eterne ...fisse, Immortali! …due facce di una stessa medaglia…

Rosanna Gobetti

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