La Foto di Mauro Ragosta, con la quale il Nostro giornale contrassegna il mese in corso, quale prassi che insiste da agosto dell’anno scorso, è tratta dall’archivio storico dell’autore. Si tratta infatti di un’immagine realizzata nel 1986, ben quarant’anni fa, e ritrae una scalinata della nostra bellissima Otranto, dove si intravedono due persone che si amano. E il titolo infatti è “Gli Amanti”. Un’immagine che, riproposta dall’autore nel corso di questi decenni ad un pubblico anche ben qualificato, ha riscosso un successo di sicuro significato, contrassegnato dalla cessione di ben 42 copie, in originale, ovvero su carta classica agli alogenuri d’argento, Ilford.
Qui, subito colpisce la tecnica del mosso, in ambiente nitido, definito. Una tecnica ancora oggi poco usata, soprattutto perché gran parte dei fruitori di fotografie prediligono l’iperrealismo, immagini quanto più aderenti alla “Realtà” o meglio al visibile. E in tale direzione, amano di più la modificazione delle scene e delle scenografie, anziché un uso inconsueto dell’oggetto dell’immagine, circostanza questa più frequente in pittura. Ma Noi tutti sappiano che Mauro, con la fotografia e non solo, tende ad andare dietro e dentro le cose: il valore sta nella “cosa” appunto e nella sua declinazione… Poche, infatti, le sue immagini in circolazione che potremmo definire “di facciata e di facciate!” …semplicemente descrittive.

Il titolo proposto e imposto all’opera, di questo Aprile, è spiazzante, trae in inganno, omette e nasconde, dà luce solo una componente dell’immagine, non ci dice niente sul concetto complessivo dell’opera, quasi fosse un rebus: solo indizi, solo tracce… Il tutto, insomma, si basa sulla reticenza, sul non detto…
All’attento osservatore, tuttavia, balza subito all’occhio che gli elementi della composizione scenica, nell’immagine, sono appena due: un uomo e una donna, intrecciati e in movimento, e una scalinata. Due “ingredienti” facilmente combinabili, che alla fine conducono ad una sola domanda: gli amanti sono scesi da quella scalinata oppure vi saliranno dopo l’atto amoroso? In altri termini, pare che Ragosta ci ponga la domanda se l’amore sia questione ascendente oppure discendente?
Tutto ciò evidenziato, è più che certo che vi sarà chi propenderà per una direzione e chi per l’altra. Proprio per questo, non è fuor di proposito andare oltre, dal momento che il nostro autore è uomo capace di grandi e belle sintesi, mettendo in luce che la prospettiva proposta, ovvero di un Out-Out, potrebbe sostituirsi con una certa agilità in proposizione Et-Et, ovvero l’amore è allo stesso tempo ascendente e discendente, scoprendo così una certa verità di memoria cusiana, ovvero quella della nota Coincidentia Oppositorum.
È forse questo uno dei migliori modi per avviarci nel cuore della Primavera, ringraziando ovviamente Mauro Ragosta per i suoi spunti …fotografici.
Rosanna Gobetti

