Una Sanità “tagliata” per il privato? – Massimiliano Lorenzo

Una Sanità “tagliata” per il privato? – Massimiliano Lorenzo

            Non è sicuramente da oggi e dall’emergenza sanitaria per la pandemia in atto che scopriamo una sanità italiana malata e talvolta inefficiente. E non è certo solo una conseguenza delle decisioni dell’attuale Governo Conte a mettere in affanno ospedali e presidi sanitari.

            Insomma, non si tratta semplicemente di ciò che il Covid ha prodotto e continua a produrre, ma viviamo una condizione che viene da lontano.

            Assenza di posti letto in terapia intensiva, assenza di posti letto per degenza ordinaria, assenza di un sufficiente numero di medici ed infermieri, assenza di strumenti tecnologici sanitari adeguati in tanti ospedali, sono solo alcune delle deficienze che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è costretto a vivere. Mancanze che hanno, però, un preciso indirizzo politico delle classi dirigenti del nostro Paese, non è certamente la poca voglia di lavorare dei nostri operatori sanitari ad incidere sulle condizioni del presente, del recente passato e, così proseguendo, del nostro futuro.

            Sebbene possa sembrare irrazionale, la Politica ha semplicemente deciso di adeguare anche il comparto Sanità alle logiche di mercato, ovvero del Capitalismo. E non solo, la nostra Politica ha deciso di sacrificare la Salute ed il Diritto costituzionale alla Salute sull’altare della spending review, in risposta all’eccessivo Debito Pubblico e al pareggio di Bilancio. Sia il contenimento del primo sia l’inserimento del secondo in Costituzione sono richieste esplicite della Commissione Europea da almeno un decennio.

            E un primo adeguamento della gestione sanitaria all’indirizzo privatistico è lampante e visibile a tutti. Nei primi anni Novanta, difatti, le Unità Sanitare Locali – USL si trasformano in Aziende Sanitarie Locali – ASL, non a caso. E non a caso, i posti letto iniziano progressivamente ad essere tagliati, dalle oltre 500 mila unità degli anni ’80 alle circa 200 mila unità di oggi. Un altro dato? Se nei primi anni ’80 la degenza privata era compresa per un 14%, già nel 2016 pesava invece il 20%. A ciò, è poi seguito un travaso di ospedalizzazione dal pubblico al privato accreditato, pagato ovviamente in base ai giorni di permanenza del paziente ed in base agli interventi sullo stesso.

            Si nota, ovvero, a prima vista, un taglio materiale sul Sistema Sanitario Nazionale, che è dovuto direttamente a tagli politici alla spesa. Anzi, la spesa è pure aumentata negli anni, fino a meno del punto percentuale con il Governo Conte, ma non è stata mai considerata l’inflazione alla quale crescevano i prezzi del comparto. Ma tagli effettivi sono stati, poi, realmente apportati, tali che in 10 anni tutti i Governi dall’ultimo Berlusconi a Conte hanno “risparmiato” circa 37 miliardi, dai fondi inseriti nelle finanziarie. E a confermare l’indebolimento del SSN è lo studio della Fondazione Gimbe, concentratasi proprio su questo focus. Un indebolimento derivante, lo ripetiamo, dal progressivo definanziamento pubblico, iniziato nel 2010.

            Ci si può dunque chiedere perché è stato creato questo spazio vuoto e chi ha sostituito il SSN pubblico. La risposta è semplice, la Politica, di destra e di sinistra, ha scelto di favorire il privato, ovvero creare concorrenza di mercato in un settore importante e delicato come quello della Sanità. Infatti, se da una parte la politica tagliava il finanziamento pubblico, dall’altro il privato faceva affari, acquisendo quei pazienti che le lunghe file d’attesa per esami ed interventi, il pubblico non riusciva a sostenere. Nemmeno lontanamente si è pensato di potenziare e sviluppare gli ospedali ed i centri medici pubblici! Anzi, si chiudevano presidi ospedalieri su tutto il territorio nazionale, mentre tutti, da destra a sinistra, compresi i politici, si lamentavano, a volte anche con toni drammatici, di questi tagli. Come pure, la Politica, di destra e di sinistra, ha nominato responsabili delle strutture sanitarie non pochi uomini e non poche donne inadeguati, utili però a raccogliere sacche di voti e creare potentati.

            L’orientamento, soprattutto, pare insomma chiaro a tutti indistintamente: rendere la Sanità italiana sempre più simile a quella statunitense, caratterizzata dal privato e dalle assicurazioni. Questo significa, in termini spiccioli, che se non si posseggono significative risorse finanziarie per curarsi, non ci si cura! E tutto ciò, posto in termini di maggiore levatura, significa che il Nostro Sistema Universalistico abiura nei confronti del Denaro e del Profitto, elevandoli a valori primi e prioritari: niente di più e niente di meno! Proprio come sta avvenendo in questi mesi di emergenza pandemica, nella quale è reso molto più semplice e veloce eseguire un esame in un istituto privato che negli ospedali, perché questi ultimi sono destinati soprattutto alle degenze Covid. Proprio perché il settore pubblico ha appaltato parte del suo lavoro al settore privato, ovviamente sostenendone i costi importanti, e non di certo gratis! Così il privato può apparire efficiente e moderno, contro un pubblico lento e vetusto.

            In fine, è semplicistico gridare allo scandalo quando qualcosa non va per il meglio, anzi…, credendo peraltro che tutto sia venuto magicamente dal nulla. Ciò che avviene e si produce sono nella stragrande maggioranza dei casi frutto di una decisione precisa, aderente ad una precisa strategia, ad una precisa strada intrapresa e, ovviamente, dalla volontà di qualcuno, in questo caso dai potentati politici ed economici, in cui nomi, in gran parte sono del tutto ignoti al grande pubblico, al cittadino medio.

Massimiliano Lorenzo

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