Marocco contro popolo Saharawi, un altro conflitto riprende – Massimiliano Lorenzo

Marocco contro popolo Saharawi, un altro conflitto riprende – Massimiliano Lorenzo

            Nella notte tra il 12 e 13 novembre è ripreso un altro scontro per l’indipendenza e l’autonomia, quello tra il Regno del Marocco ed il Fronte Polisario, organizzazione che rappresenta la comunità Saharawi.

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           L’offensiva del Marocco ha così rotto un cessate il fuoco che durava da 29 anni, dal 1991, quando proprio il Regno di Mohamed VI ed il Fronte Saharawi avevano firmato il “Quadro del Piano di Pace ONU”. Un documento che istituì, inoltre la MINURSO, ovvero la Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale, per l’autodeterminazione del popolo Saharawi. Secondo quell’accordo militare, poi, venne anche creato un limite invalicabile, per garantire la tregua, che attraversava il territorio appunto conteso fino al corridoio della Regione di El Guerguerat, al confine con la Mauritania. Un corridoio sfruttato, poi, per esportare prodotti provenienti dal Sahara Occidentale occupato dal Regno del Marocco dal 1975, nonostante le reprimende da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

MOHAMEDVI.jpgIl re del Marocco Mohamed VI

            Ma lo scoppio del conflitto non è arrivato per caso. Infatti, la situazione si è fatta sempre più calda dal 21 ottobre, ovvero da quando il Regno del Marocco ha violato proprio quel Piano, con l’apertura di una breccia sul limite imposto, per consentire non solo il libero attraversamento delle persone, anche e in special modo quello di mezzi per il trasporto di prodotti commerciali. Ed è stato appunto questo che ha acceso la reazione dei civili saharawi, mobilitatisi per opporsi pacificamente e ristabilire lo status quo, impedendo il passaggio dei camion.

            Il Marocco, così facendo, ha dunque lanciato un’operazione militare nella zona del Sahara Occidentale, per soffocare le attività del Fronte Pilisario, attivo ormai da diversi lustri per difendere l’autonomia e l’indipendenza del popolo Saharawi. L’azione militare, come si diceva, ha avuto inizio nella notte tra il 12 e 13 novembre scorso, a seguito di quelle che dalla capitale marocchina, Rabat, il Governo ed il monarca hanno definito “gravi e inaccettabili provocazioni”. Tale operazione osteggiata dal Marocco riguarderebbe la ripresa della lotta indipendentista del Fronte Polisario e la ferma posizione presa dal Governo autonomo Saharawi, in ottemperanza a quanto già dichiarato precedentemente riguardo a possibili intrusioni militari o civili dell’occupazione marocchina nelle zone libere del Sahara Occidentale.

FRONTEPOLISARIO.jpgUn'immagine del Fronte Polisario

            Ad esprimersi su quanto sta accadendo sono proprio le due istituzioni rappresentanti, il Fronte Polisario ed il Governo Saharawi: «L’Esercito popolare di liberazione saharawi ha iniziato a rispondere con la necessaria fermezza a questa violazione e all’ostile marcia marocchina che fin dalle sue radici costituisce una grave battuta d’arresto al cessate il fuoco». Una dichiarazione emanata, in definitiva, per comunicare l’imputazione della responsabilità direttamente al Regno del Marocco, per tutte le conseguenze dell’attacco, in termini di vite e di stabilità regionale. Ed ancora, hanno poi tenuto a ricordare al Regno marocchino, ed alle istituzioni internazionali coinvolte, che la pace non si è mai concretizzata realmente da decenni, proprio perché non si è mai svolto quel referendum sull’autodeterminazione inserito nel Piano di Pace del 1991, redatto e firmato sotto l’egida di Onu e Unione Africana.

             In fine, è il a Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi a denunciare pubblicamente la violazione marocchina del cessate il fuoco, l’attacco al Piano di Pace Onu ed alla legalità internazionale. Lo stesso Movimento tiene a sottolineare, poi, l’illegalità del commercio di risorse provenienti dal Sahara Occidentale che il Tribunale Europeo ha già condannato, come è evidente a tutta la comunità internazionale. Come se non bastasse, rimarca il Movimento solidale, la situazione sarebbe resa ancora più problematica dalla riduzione degli aiuti internazionali per il popolo Saharawi, nel contesto della pandemia.

            Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo Saharawi chiede dunque l’intervento dell’Europa, della comunità internazionale e, nello specifico, del Ministro degli Esteri italiano, per condannare l’aggressione armata marocchina, la convocazione del referendum per l’autodeterminazione e di sorvegliare nonché la tutela dei diritti umani.

Massimiliano Lorenzo

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