E così sono giunta al mio terzo articolo di piccola arte culinaria e dolciaria, avendo anche quest’ultimo sempre il minimo comune denominatore degli altri, e cioè di rendere permeabili le “attività cuciniere” alle più aeree attività dell’animo e dello spirito …della psiche.
Questa volta mi piace assemblare una particolare preparazione della oramai famosa frisa con certi rimedi che ammortizzano le controindicazioni della vita moderna, quella di tutti i giorni, frenetica e convulsa …spesso tumultuosa e travolgente. Una vita, la nostra, “alluvionata” di informazioni e sollecitazioni relazionali …à gogo, ma anche, e troppo frequentemente, di semplici attività che si trasformano in momenti compulsivi, senza senso dunque, che non sono le abitudini, ma l’esasperazione di queste. Va da sé, che tale stato di cose si traduce in quello che definiamo, in una sola parola, stress, dove una certa preparazione della frisa, se non porsi come rimedio, sicuramente può costituire una delle attività che lo stemperano.
Certamente, bisogna marcare che, il più delle volte, siamo noi che ci intrappoliamo “a doppia mandata” nello stress, che potrebbe essere tradotto come scarso adattamento alla realtà. E qui, senza voler appesantirci di elaborazioni complesse e specialiste, mi pare sufficiente mettere solo in luce che lo stress generato dalla vita quotidiana è il prodotto del surmenage, ovvero quella pratica il cui risultato si sostanzia nel sovraccarico del nostro fisico e della nostra mente oltre il dovuto, il possibile, e spesso il voluto. E così, in non poche occasioni, per affrontare le normali circostanze che la vita pone, ma anche gli eventi e gli avvenimenti che ci toccano da vicino, ci troviamo con tutti i sistemi di elaborazione congestionati. Un intasamento, principale fonte di molte delle nostre afflizioni nel quotidiano e non solo…
Ma veniamo a quella che potrebbe essere definita la preparazione del “balsamo” per la nostra anima: la Frisa Zen!!!
Ovvio, che bisogna capire per cosa si intenda e cosa intendiamo per Zen. Molti i significati di questo termine, racchiudibili tutti nel termine Visione o comprensione della Realtà attraverso l’intuizione. Coniato dai monaci buddisti, questo termine viene abbinato a tutte quelle attività che pongono le condizioni per raggiungere lo Zen, la visione, l’intuizione. Ad esempio, i giardini Zen sono i luoghi, che consentono il raggiungimento della pace interiore, presupposto indispensabile per ogni tipo di attività interiore e visionaria. Pochi gli elementi che lo costituiscono, dove però l’ordine e il riordino di questi danno allo spirito, un momento di sollievo e di freschezza, di slancio.
Tutti ricorderanno Steve Jobs, il fondatore della Apple. Ecco, sovente egli per alimentare il suo essere visionario, spesso si recava in Giappone per passeggiare nei giardini di Kyoto. Ma un giardino Zen si può avere anche in casa, in miniatura, non togliendo la sua efficacia.
In tale quadro si pone la nostra Frisa Zen e la sua preparazione, ovvero quale momento teso a “pulire” la nostra mente e il nostro animo di tutte le scorie, gli avanzi, l’inutile che in esse si affastellano durante il giorno …la vita quotidiana.
E così, preferibilmente in solitudine, prenderemo una frisa, che dovremo frantumare e ridurre in piccoli pezzetti (ma non tanto…) ottenendo quelli che nel Salento si denominano Frisuli. Ognuno in ciò, potrà trovare il proprio metodo, anche se spesso si usa avvolgere la frisa in un panno, per poi percuote l’involucro con un robusto corpo contundente.
A questo punto, si prende un piatto fondo, ma va bene anche una ciotola, e lo si riempie d’acqua; si aggiungono poi dell’olio e del sale, secondo i propri gusti. Ed ecco qui che tutto è pronto per il nostro rito: si versano nella ciotola i frisuli e si comincia a rimestare il tutto lentamente con una forchetta, attendendo che questi si ammorbidiscano, o come si definisce nel nostro Salento, si “sponzino”. E proprio qui avviene la magia! Ad ogni giro di forchetta nel piatto, nel silenzio la nostra mente si libera di tutte le tossine accumulate nell’animo durante la giornata. Una circostanza che perdura anche quando andremo a degustare, poco per volta, questi pezzettini di frisa. Un tempo che mai risulterà perso …in tutte le direzioni, avendo al termine, come risultato, un senso di maggiore leggerezza e agilità fisica e mentale, di certo tali da indurci a “vedere…” se non grandi cose, di sicuro molto meglio.
Dany C.

