La quotidianità per l’Uomo Moderno è fatta di rumore, velocità, massimo impegno: una corsa a perdifiato che pare essere il senso delle cose, di tutte le cose. La lentezza, la ricongiunzione con la Natura, l’osservazione di sé e del Mondo circostante, paiono non essere contemplate per il nostro Uomo Moderno…. Anche la domenica ha i suoi cliché, i suoi ritmi, le sue faccende, sempre molte per l’Uomo Moderno. La riprova? L’affermazione più ricorrente per coloro che sono in età lavorativa è: “…devo scappare…ho da fare!” E così che si spende la propria vita, ovvero tra una corsa e l’altra …tra un ”ho da fare!” e l’altro. Pare che si esista infatti, solo nella dimensione del “fare”
A volte, tuttavia, dopo aver lanciato alla massima velocità “la Nostra Macchina (biologica)” sovente ci si accorge che per “esserci”, la velocità, il fare e da fare non siano proprio gli ingredienti essenziali di una vita piena e appagante, soddisfacente. E così, se ci si imbatte in simili considerazioni, come ritrovare dunque la propria dimensione persa nelle corse e nel correre, negli affanni, nel “…devo scappare …ho da fare”? Da dove partire? …o ripartire? È cosa non facile riappropriarsi della propria esistenza, e come tutte le questioni complicate, vanno affrontate un po’ per volta, dandosi del tempo, forse, molto tempo… Le questioni complesse, infatti, rifacendoci al Nostro Albert Einstain, richiedono soluzioni complesse, essendo quelle semplici la sicura trovata per un inevitabile fallimento …
E Noi, con la nostra Rubrica di Arte Culinaria, arte che non ha una vita a sé stante, ma si integra nella complessità dell’esistenza come uno dei suoi ingredienti, possiamo permetterci di offrire al Nostro lettore qualche consiglio, qualche idea per contribuire a ritrovare la gioia di una vita che garantisca delle vere soddisfazioni, senza prodursi in corse forsennate.
Tra qualche giorno entreremo in Autunno, una stagione che si produce anche nel rallentamento di tutti i ritmi delle nostre giornate. E proprio in Autunno, invece di tentare di mantenere l’incedere veloce delle stagioni appena passate, dovremmo invece ricercare “l’andamento lento”. Una delle migliori opportunità in questo Tempo lasco, si pone a noi la domenica mattina, che a nostro avviso, di tanto in tanto, dovrebbe essere consumata in una passeggiata tra le nostre campagne, quelle Salentine, che offrono non solo il paesaggio agricolo, tra ulivi e vigne, ma anche quello della macchia mediterranea. E così, tra un cielo immenso e smisurate distese di paesaggi agresti, tra i profumi della terra e un’aria frizzantina, pura, fresca possiamo fare quest’esperienza, accompagnandola magari con la raccolta di erbe di vario genere. In ciò, da parte nostra, suggeriamo, per domenica prossima, la raccolta delle cicorie selvatiche, che nel Nostro Salento, denominiamo “tzanguni e paparine”.
Sono, queste, verdure che crescono spontaneamente ovunque nelle Nostre campagne, che tuttavia richiedono un po’ di pratica per individuarle con esattezza. La raccolta di queste cicorie, infatti, se si è inesperti non è assolutamente facile, come sembrerebbe. Molto spesso, infatti, ci si può facilmente confondere con delle erbe simili, ma non commestibili. Certamente, qui preziosi sono i consigli delle nostre nonne, che un tempo le raccoglievano abitualmente.
Una passeggiata simile, fatta in compagnia, garantisce un vero momento di relax: tra una chiacchiera e l’altra, quattro passi, e qui e lì raccogliendo le cicorielle, la mattinata trascorre in totale serenità, per proseguire poi, una volta ritornati a casa, con le lavorazioni di pulizia e selezioni del raccolto, da cucinarsi agilmente, per offrirle poi a pranzo ai nostri amici, con un buon bicchiere di vino rosso.
Qui qualche consiglio per la realizzazione di questo piatto povero, ma molto saporito e spesso tanto ricercato…non ci pare inopportuno. In prima battuta, è utile sapere che con un chilogrammo di cicorielle selvatiche o di campagna si possono realizzare circa quattro porzioni.
La preparazione prevede, dopo averle accuratamente lavate con acqua corrente, una mezza lessatura, per poi continuare la loro cottura in una padella larga e bassa e a fuoco medio, con olio, aglio, sale e olive Celline. Va da sé, che la cottura dei vari ingredienti può essere realizzata in un solo tempo, oppure in due o più tempi con una cottura variata. E ancora, c’è chi a tutto ciò aggiunge anche piccoli pezzi di carne di maiale.
Insomma, un’esperienza domenicale che permette di “chiudere in un cassetto” la nostra veloce quotidianità, per dedicarci, se non a noi stessi, a dell’altro e altrove, per dimenticare, riprendere le energie necessarie, magari per avere poi …il giorno seguente, maggior forza e vigore!
Dany C.

