Quadri e squadri (1) – Patrizia Chiriacò

Quadri e squadri (1) – Patrizia Chiriacò

            Ecco qui una nuova rubrica di Venti di Ponente voluta fortemente dal collega Ignazio Del Gaudio e pienamente avallata dal nostro direttore Massimiliano Lorenzo, che ha così inteso dare ancor più spazio alla dimensione culturale stricto sensu del giornale, per controbilanciare la significativa crescita dei comparti più “duri” quali quelli della politica e dell’economia, registrandosi infatti per questi ottimi traguardi, risultati ed espansione, in termini complessivi.

            E così questa rubrica, denominata Quadri e Squadri, sarà dedicata alla pittura e ai loro artefici, ospitando sia esordienti sia artisti con più esperienza, dove il filo conduttore sarà comunque quello che vedrà in posizione centrale lo spirito di Venti di Ponente, e dunque un’ampia gamma di protagonisti accomunati dalla voglia di percorrere nuove strade culturali e pittoriche in risposta all’approccio sistemico di questo mondo, che include ed esclude secondo coordinate e valori che noi reputiamo oramai sorpassati ed appartenenti alla Storia.

            Ed in effetti dalla quadratura del mondo dell’arte, bisogna passare alla squadratura affinché essa continui a sussistere come manifestazione esclusiva dell’Uomo e come uno dei motivi centrali dell’esistenza degli umani. D’altro canto, qui è d’esempio Michelangelo e le sue imperfezioni, che gli garantirono una lunga vita artistica, a gran dispetto del Mosè, la cui perfezione fu da lui stesso negata. Ecco, noi di Venti di Ponente partiamo dall’imperfetto e dalle belle imperfezioni, che sicuramente sono oggi lo specifico della modernità, caratterizzata dalla robotica e dall’intelligenza artificiale, capaci di riprodurre facilmente quanto fin qui proposto dall’arte e dall’Uomo. E a tal riguardo abbiano il piacere di marcare con forza una frase cara ad un’artigiana-artista, Maria Rosaria Ciullo di Vitigliano, e cioè “Nell’imperfezione, la bellezza”

            Al di là di tutto questo, la prima protagonista di questa nuova rubrica, Quadri e Squadri appunto, è Patrizia Chiriacò, una leccese, che nonostante viva da molto tempo a Gallipoli non ha perso il legame profondo con la sua città e con la sua cultura. Va evidenziato subito che è da lungo tempo la Nostra si esercita nella pittura, avendo anche all’attivo numerose mostre, alla quale abbina con un certo successo l’attività di designer e arredatrice, che esercita per ciò che concerne la progettualità nel suo studio di Lecce. Ciò possibile in virtù del suo percorso formativo, che sin dall’adolescenza e sino ad età matura, ha visto l’Arte come momento centrale, ma anche in qualità di docente e professionista.

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            Qui, la nostra Chiriacò propone una sua opera, facente parte di una collezione, che cura da qualche tempo, in cui tenta di esprimere i linguaggi dell’animo, quelli delle sue parti più recondite, dove i recessi nascondono la parte più soave e ctonia della Vita. I colori sfumati e sempre poco decisi sprigionano la dolcezza delle essenze dell’Uomo della Chiriacò. Assenti di forme delineate, i suoi quadri, e soprattutto quello qui proposto, presentano una forte coerenza con l’espressione cromatica e la sua visione della parte più nascosta dell’essere umano. Quella parte alchemica e che si pone all’origine della Vita, quale momento informe e al tempo stesso potenza vibrante e vivificante.

            Ecco che, il tentativo pittorico della Chiriacò si presta a momenti non solo speculativi, ma anche meditativi e contemplativi, in cui l’osservatore, trovandosi di fatto davanti allo specchio delle sue componenti animiche, rintraccia una pace interiore originaria e antica.

Rosanna Gobetti

           

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