Poggiardo: omaggio al poeta Fernando Rausa, il 3 gennaio presso il Palazzo della Cultura

Poggiardo: omaggio al poeta Fernando Rausa, il 3 gennaio presso il Palazzo della Cultura

Il 3 gennaio 2026, presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo, a partire dalle ore 18:00, si terrà serata-evento in occasione del centenario della nascita del poeta Fernando Rausa, nato a Poggiardo, rappresentando uno dei suoi più rilevanti esponenti della poesia di questo centro salentino.

Una serata ricca di interventi: Paolo Rausa e Michele Bovino leggeranno poesie e testi del poeta; saranno presenti con la loro particolare musica P40, Lucia Minutello e Salvatore Brigante; per la proiezioni di docu-video è curata da Ornella Bongiorni; la critica letteraria e poetica vede Raffaella verdesca come principale protagonista;  i momenti della danza saranno a cura del Carmen Kalimba Studio Dance di Carmen Quaranta; molti i poeti locali che offriranno il loro ommagio speciale al Poeta di Poggiardo.

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     L’omaggio al poeta Fernando Rausa è concepito come uno spettacolo che attraversa il suo tempo vitale, almeno fino a quando è vissuto. Le immagini e i video illustrano via via gli argomenti che egli tratta nelle poesie o nelle raccolte. Per es. “Li fiuri de la Pathria”, la raccolta dedicata alla prima guerra mondiale, compilata nel 100° anniversario dell’Unità d’Italia,  è accompagnata da un spezzone della guerra al fronte, tratto dal film “Uomini contro”. Il tema e il dramma dell’emigrazione si accompagna a video dell’esposizione di immagini  al Museo di Coney Island a New York e alla canzone Oblivion di Astor Piazzolla, dal momento che anche lui visse una breve esperienza, negli anni ’50-51, a Buenos Aires in Argentina. Qui la poesia “L’oru de lu sud” rappresenta la tensione fra i giovani ‘core de munte ca nu piazze na vasscia frunte’ e l’immagine del paese abbandonato dalla sua forza vitale, rappresentato da un vecchio stanco ‘ca an terra bbucca’ e dal vento animato che si vergogna quando lascia il paese deserto, mentre le campane suonano a vuoto. Una potente immagine plastica di una condizione di degrado sociale. Di fronte a tutto questo non resta che affidarsi ai giovani, i quali sono incoraggiati a seminare la luce della conoscenza a chi ne è privo. Una delle più belle composizioni di incoraggiamento a rivoltare la terra. La conoscenza e la tradizione avite rappresentano dei baluardi rispetto all’incertezza dei tempi attuali, uno scarto che il poeta sottolinea potentemente con l’utilizzo di termini tratti dalla cultura e dalla civiltà contadina che permea la comunità salentina, sbattuta come nave in tempesta, senza nocchiero, che si affida alle nuove generazioni. Le musiche e le canzoni dei cantastorie P40, Lucia Minutello e Salvatore Brigante accompagnano queste visioni a volte cupe, per lo più colme di amore e di speranza. Insomma il centenario della nascita ha lo scopo di omaggiare il poeta e di farlo ancor più conoscere a tutti in modo che la sua poesia diventi emblema di progresso sociale, culturale e letterario. La poesia di Fernando Rausa, benché scritta in dialetto salentino, ha una visione universale. Di fronte all’ingiustizia non resta che realizzare una nuova società: ‘cchiui nu faciti stennene dhre terricate marce ca fosara dei ieri ca fiuri  desera lacrime cu pennine.’ Combattuta la sua nobile battaglia di ideali e di nobili propositi, al poeta non resta che salutare definitivamente il suo paese, Poggiardo, ‘terra ca m’hai crisciutu, ca mamma e tata me mparasti ddicu’, consegnandoci il testimone della verità e della bellezza, contro le ingiustizie. Il suo pensiero è giunto fino a noi attraverso i numerosi libri di poesie in italiano e in dialetto da lui scritti e pubblicati e anche le raccolte postume. Si tratta di “Poggiardo mia” e “L’occhi ‘ntra mente” (1969), “Fiuri e culuri” (1972), “Guerra de pace” (1976), autoprodotte e “Terra mara e nicchiarica” (2006, Manni Editore) con prefazione del rettore Donato Valli, “L’umbra de la sira” (2009, Atena) e “Li fiuri de la Pathria” (2014, Zages). Di fronte alle sue dichiarazioni di poetica contenute nel componimento “Nnamuratu de poesia” Donato Valli non seppe più resistergli  e lo annoverò tra i poeti singolari, una voce fuori dal coro, che si affermava con la sua passione e la sua potenza evocativa di un mondo migliore e più giusto. Info: Associazione Culturale Orizzonte, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel. 3343774168.

                                          Paolo Rausa                                                                     

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